venerdì 11 aprile 2014

P - GRANDI INVENTORI (P - Greats inventors)

I GRANDI INVENTORI

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PACINOTTI Antonio
(Pisa, 17 giugno 1841 – Pisa, 25 marzo 1912)


Antonio Pacinotti nacque il 17 giugno 1841 a Pisa. Il padre era professore di fisica nella locale università, e Antonio, terminati gli studi, gli fu assistente. Si trasferì quindi a Firenze per un incarico universitario di breve durata. 
Nel 1864 fu nominato professore di chimica e fisica dell'Istituto Tecnico di Bologna, e nel 1873 professore di fisica all'Università di Cagliari. Dal 1881 fino alla morte, Pacinotti tenne la cattedra di fisica all'Università di Pisa.
Ancora studente, Pacinotti si era interessato alle ricerche sull'elettromagnetismo e, già nel 1858, aveva costruito il primo modello di una macchina elettromagnetica, da lui denominata "anello", e da allora conosciuta appunto come "anello di Pacinotti". 
Interrotte le ricerche nel 1859 per partecipare alla II Guerra di Indipendenza italiana, l'anno successivo realizzò un modello perfezionato della sua macchina, una dinamo che poteva funzionare da motore elettrico.
Nel 1865, Pacinotti si recò, su incarico ministeriale, a Parigi, per compiere studi di meteorologia. Lì ebbe modo di frequentare il laboratorio di Louis Froment, celebre costruttore di apparecchi elettrici. Durante una di queste visite illustrò la sua macchina all'ingegnere belga Zénobe Théophile Gramme. 
Nel 1869 questi brevettò una macchina dinamo-elettrica, evidentemente ispirata a quella di Pacinotti, che svolse un'ininterrotta azione per rivendicare a sé l'invenzione.
Dal 1870 Pacinotti si dedicò nuovamente a studi di elettromagnetismo, oltre che di astronomia e ottica. Morì il 25 marzo 1912, a Pisa.


PARSON Sir Charles
 (Londra 1854 - Kingston, Giamaica, 1931)


Ingegnere inglese, inventore della turbina a vapore. 
Nel 1884 Parsons entrò a far parte di una società di Gateshead, nella Contea di . Durham, che fabbricava dinamo elettriche azionate da macchine a vapore alternative (con movimento di va-e-vieni). Egli era dell'idea che il rendimento di queste dinamo sarebbe stato superiore se fossero state azionate direttamente da un albero motore, e quello stesso anno costruì un motore a turbina funzionante a vapore. 
Nel giro di quattro anni vennero costruire circa 200 di quelle macchine, utilizzate soprattutto per generare la corrente necessaria all'illuminazione sulle navi.
Nel 1889 Parsons fondò una propria fabbrica a Newcastle upon Tyne e l'anno successivo installò due delle sue macchine nella centrale elettrica della città.
Cinque anni dopo, nel 1895, costituì la Parsons Marine Steam Company e montò un motore a turbina su un'imbarcazione sperimentale di 44 t,  la Turbinia.
A tutta prima l'Ammiragliato inglese non fu convinto di tale mezzo di propulsione. Parsons, allora, per dimostrare alle autorità che il suo motore funzionava davvero, si "intrufolò" nel bel mezzo della rassegna navale che si stava tenendo (era il 1897) a Spithead - l'ancoraggio situato tra il porto di Portsmouth e l'Isola di Wight - per celebrare il 60° anniversario del regno della regina Vittoria. 
La Turbinia, lunga 30 metri, con lo stesso Parsons al timone, sfrecciò in mezzo allo schieramento delle navi da guerra, alla velocità di 14.5 nodi, superiore di oltre 7 nodi a quella del più veloce cacciatorpediniere della flotta inglese.
In seguito allo strepitoso successo, Parsons ebbe l'incarico di costruire due cacciatorpediniere a turbina, il  Viper e il Cobra
Nel 1905 l'Ammiragliato inglese decretò che tutte le navi da guerra dovevano essete munite di turbine.
La Compagnia di Navigazione Cunard ne segui l'esempio, adottando quel tipo di motore per il transatlantico Carmania di 30.000 t. 
Due anni dopo, nel 1907, venne varato un altro piroscafo a turbine, il Mauritania, che nel suo secondo viaggio - da New York a Queenstown, nell'Irlanda del Sud - stabili il tempo record di quattro giorni, 22 ore e 29 minuti. E conservò questo primato dal 1907 al 1931.
Parsons, nominato cavaliere nel 1911, ottenne in tutto più di 300 brevetti. E ancora oggi, gli automobilisti beneficiano di quell'altra sua significativa invenzione che sono le catene da neve.


PASCAL  Blaise
(Clermont-Ferrand, 19 giugno 1623 – Parigi, 19 agosto 1662) 


Matematico, fisico e filosofo francese, inventore della prima calcolatrice meccanica. 
Pascal aveva solo 19 anni quando costruì una macchina calcolatrice per aiutare il padre, anch'egli matematico, nei suoi calcoli. L'invenzione di Pascal, che funzionava per mezzo di ingranaggi, fu brevettata, ma si rivelò troppo costosa per essere prodotta su larga scala.


PÉRIGNON Dom Pierre
 (Sainte-Menehould, 1639 – Hautvillers, 24 settembre 1715)


Monaco francese, cantiniere e inventore dello champagne. 
Verso il 1670, Dom Pérignon ebbe l'incarico di curare la cantina del monastero dei Benedettini di Hautvillers, nella zona di Champagne. Si propose quindi di migliorare la reputazione di cui già godeva il monastero in fatto di vini, e con una sapiente mescolanza di uve bianche e rosse della regione ottenne lo champagne.
Per mantenerne l'effervescenza naturale, il vino veniva fatto fermentare d'inverno, in tini di legno. A primavera, vi si aggiungeva dello zucchero, e il vino veniva travasato nelle più spesse bottiglie disponibili, dove avveniva la seconda e più importante fermentazione. Al posto dei soliti tappi di legno avvolti nella canapa - incapaci di resistete alla pressione generata dall'effervescenza all'interno delle bottiglie - si usavano turaccioli di sughero di Spagna.
Ogni mattina, prima di colazione,
il Dom (titolo che si dava a certi monaci) assaggiava lo champagne prodotto, che poi prese anche il suo nome, e pronunciava un giudizio di esperto sulla qualità di ogni singola partita.


PILKINGTON Sir Alastair
Lionel Alexander Bethune Pilkington
(Calcutta, 7 gennaio1920 – Londra, 5 maggio 1995)


Ingegnere inglese, inventore del vetro float-glass, cioè di un vetro ottenuto con il procedimento di galleggiamento. 
Nel 1952, mentre lavorava nella vetreria di famiglia, Pilkington ebbe l'idea di produrre lastre di vetro di spessore uniforme, senza "bolle" e privo di incrinature. Si mise a capo di una squadra di operai e nel 1958, dopo parecchi tentativi, riusci a ottenere il primo metro quadrato di vetro con il processo di galleggiamento, così chiamato perché, all'uscita del forno, il vetro liquido viene fatto galleggiare sulla superficie di un bagno di stagno fuso, dove si raffredda. La superficie piana dello stagno rende la superficie del vetro perfettamente levigata e brillante.
L'anno successivo, nel 1959, venne data la notizia ufficiale di quel procedimento e si ebbe una forte richiesta di quelle perfette lastre di vetro di 6 mm di spessore.
Pilkington, nominato cavaliere nel 1970, rivelò che in origine il suo vetro era stato fabbricato con attrezzature "vecchie e fatiscenti".
Ma quando si sostituirono le parti consumate, la qualità del vetro peggiorò notevolmente, e solo riproducendo condizioni in tutto simili a quelle dei vecchi impianti si poté nuovamente ottenere un vetro di notevole qualità.


PITMAN Sir Isaac
 (Trowbridge, Wiltshire, 4 gennaio 1813 – Bath, 22 gennaio 1897)


Educatore e inventore inglese, cui si deve il sistema stenografico che porta il suo nome. 
Intorno al 1830, Pitman eseguì uno studio scientifico sul sistema stenografico a base alfabetica dello stenografo inglese Samuel Taylor (1786-1816), e creò un proprio metodo perfezionato, basato sulla fonetica, cioè sui suoni delle parole.
Nel 1817, Pitman pubblicò un libro la edizione economica, intitolato Stenographic Sound-Hand, che ebbe un notevole successo di vendite, cui fece seguito sei anni dopo un altro libro intitolato Phonography. 
Pitman aprì poi un istituto di fonetica a Bath, nell'Inghilterra occidentale, dove aveva già diretto una scuola privata per bambini, e visse abbastanza a lungo da vedete il proprio sistema stenografico imporsi largamente su quelli precedenti.


PULLMAN George Mortimer
 (Brocton , 3 marzo 1831 – Chicago , 19 ottobre 1897) 


Industriale americano, ideatore dell'omonima carrozza ferroviaria.
Le carrozze letto dei treni circolavano già in America da prima del 1840, ma fu Pullman, un imprenditore di Chicago, che le trasformò in carrozze di lusso.
La sua prima versione, la Pioneercomparve nel 1865. Aveva lettini superiori pieghevoli e divani che potevano essere trasformati in lettini.
Due anni dopo Pullman divenne presidente della Pullman Palace Car Company, che noleggiava le carrozze letto alle compagnie ferroviarie. 
Nel 1880, per alloggiare i suoi dipendenti, costruì la città modello di Pullman - un quartiere dell'odierna Chicago - e nei loro confronti amò essere un "capofamiglia". 
In seguito inventò e costruì le carrozze ferroviarie intercomunicanti - con passaggi coperti tra una e l'altra - e introdusse il vagone ristorante.


N - GRANDI INVENTORI (N - Greats inventors)

I GRANDI INVENTORI

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NATTA Giulio
 (Porto Maurizio, 26 febbraio 1903 – Bergamo, 2 maggio 1979)

In una lunga carriera scientifica, coronata dal Premio Nobel
per la chimica nel 1963, Natta 
depositò più di mille brevetti.
Le sue ri
cerche nel campo della polimerizzazione portarono
alla realizzazione di materie 
plastiche di grande utilità.

Nato in provincia di Imperia il 26 febbraio 1903, dopo gli studi secondari a Genova si laureò in ingegneria chimica al Politecnico di Milano nel 1924.
Professore di chimica generale all'Università di Pavia nel 1933 e nell'Ateneo di Roma nel 1935, dal 1938 al 1979, anno della sua morte, ha diretto ininterrottamente l'Istituto di Chimica Industriale del Politecnico di Milano.
Fra le prime ricerche scientifiche di Natta sono da ricordare la sintesi dell'alcol metilico e la produzione della gomma sintetica. 
Negli anni 1910-1940, sviluppò le sue ricerche fondamentali sulla polimerizzazione.
Il nome di Natta è infatti legato alla scoperta del polipropilene isotattico e di altri nuovi polimeri dotati di peculiari proprietà e adatti a interessanti applicazioni.
Il polipropilene, ricavato dal petrolio, risultò facilmente convertibile in fibre di grande tenacità e in pellicole trasparenti e flessibili. Oggi questo prodotto è messo in commercio in Italia con i nomi di moplen® e meraklon®.
Per questa scoperta Natta ricevette il Premio Nobel per la chimica, nel 1963.


NOBEL Alfred
(Stoccolma, 21 ottobre 1833 – Sanremo, 10 dicembre 1896)

Pacifista convinto, Alfred Nobel sperava che la potenza del suo esplosivo fosse un argomento efficace per scongiurare le guerre.

Svedese, inventore della dinamite e fondatore del Premio Nobel. 
Nel 1840, il chimico italiano Ascanio Sobrero scopri la nitroglicerina. Nobel si propose di "domare" quell'esplosivo liquido ad alto potenziale. Ma nel 1864 la sua fabbrica di nitroglicerina, nei pressi di Stoccolma, saltò in aria, uccidendo il fratello minore Emil e quattro operai. Ciononostante Nobel continuò i suoi esperimenti e nel 1867, miscelando la nitroglicerina con sostanze assorbenti, produsse la dinamite. Si rivelò un esplosivo più stabile, che scoppia solo se innescato con una capsula detonante. 
Nobel considerò il suo "esplosivo di sicurezza" come un mezzo di difesa nazionale, che portava in sé - cosi credeva - il segreto di una pace permanente nel mondo.
Nobel stanziò 4 miliardi del suo patrimonio per istituire un premio internazionale per la pace da concedere ogni anno. Nacque cosi, nel 1901, il Premio Nobel, assegnato anche per i campi della fisica, chimica, medicina e letteratura




M - GRANDI INVENTORI (M - Greats inventors)


I GRANDI INVENTORI

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MAELZEL Johann Nepomuk (Mälzel)
(Regensburg, 15 agosto 1772 –  La Guaira , Venezuela, 21 luglio 1838) )


Tedesco, fabbricante di strumenti musicali e creatore del metronomo a orologeria. 
Un segnatempo musicale era già stato inventato nel 1812 da Dietrich Winkel, un tecnico di Amsterdam. Maelzel lo vide, vi aggiunse una scala graduata per il peso scorrevole sulla bacchetta oscillante, e nel 1816 presentò la sua "invenzione".
Winkel gli intentò causa e la vinse.
Ma intanto il tedesco aveva già venduto una gran quantità di quegli strumenti.
In seguito Maelzel, che aveva anche fatto dei cornetti acustici per l'amico Beethoven, andò a vivere in America e là mori, dopo aver accumulato un capitale di 500.000 dollari.


MARCONI Guglielmo
(Bologna 1874 - Roma 1937)


Fisico italiano, inventore del primo sistema funzionante di telegrafia senza fili.
Nel 1895, dopo un intero anno di esperimenti compiuti nella soffitta di due camere della villa paterna di Pontecchio, nei pressi di Bologna, Marconi inviò un segnale radio dal suo giardino a un campo situato a circa 3 km di distanza.
L'anno successivo offri la sua invenzione al Ministero italiano delle Poste e Telegrafi, dove però non venne giudicata granché superiore al telegrafo elettrico che trasportava sul fili il ticchettio dei messaggi. Dopo questa delusione, Marconi e la madre Annie, di origine irlandese, che lo aveva incoraggiato sin dal principio, si trasferirono a Londra. Qui, nel giugno del 1896, Marconi chiese il brevetto per il primo apparecchio radiotelegrafico del mondo.
Il mese successivo diede un'apprezzata dimostrazione del suo sistema ai funzionari del Ministero delle Poste inglese, cui ben presto fecero seguito altre dimostrazioni tenute nella piana di Salisbury alla presenza di osservatori dell'Ammiragliato e del Ministero della Guerra. 
In dicembre vi fu ancora un'altra dimostrazione pubblica a Londra, e sette mesi dopo Marconi costituì la Wireless Telegraph and Signal Company Limited, in seguito ribattezzata Marconi's Wireless Telegraph Company Ltd.
Nel 1897 la telegrafia senza fili aveva già una portata di 20 km.
Nel 1899 Marconi inviò segnali attraverso la Manica da una stazione situata a South Foreland, nel Kent, in Inghilterra, a un'altra distante 50 km, situata a Wimereux, nei pressi di Boulogne in Francia. 
Quello stesso anno la telegrafia senza fili venne usata su due navi americane per comunicare a New York l'andamento dell'America's Cup, la regata internazionale che si tiene al largo della costa orientale degli Stati Uniti. 
E finalmente, nel 1901 il primo messaggio radiotelegrafico attraversò l'Atlantico.
Marconi considerò la radio unicamente dal punto di vista delle comunicazioni, mostrando ben poco interesse per lo sviluppo delle trasmissioni d'intrattenimento a carattere popolare, che in America incominciarono prima della Prima Guerra Mondiale. 
Nel 1909 ricevette il Premio Nobel per la fisica assieme al fisico tedesco Karl Ferdinand Braun, che aveva grandemente esteso la portata della trasmittente di Marconi.
In seguito lo scienziato italiano dedicò i suoi studi allo sviluppo delle comunicazioni radio a onde corte, che costituirono in gran parte la base delle trasmissioni a grande distanza del mondo odierno.


MAXIM Sir Hiram Stevens
(Sangerville, 4 febbraio 1840 – Londra, 24 novembre 1916) 

Hiram Maxim, inginocchiato accanto a una delle sue mitragliatrici, che furono adottate dall'esercito inglese nel 1891. In seguito Maxim si dedicò allo studio del volo umano, non raggiungendo però risultati apprezzabili.
Ingegnere anglo-americano, inventore della prima mitragliatrice automatica.
Nel 1881 Maxim incominciò a interessarsi di armi militari e fabbricò un fucile azionato dal rinculo. Lo offrì ai Ministeri della Guerra e della Marina degli Stati Uniti, ma entrambi respinsero l'offerta, dicendo che l'arma era troppo complicata e poco pratica.
Maxim portò allora questo prototipo di mitragliatrice in Inghilterra, dove venne subito accettato dal Ministero della Guerra. 
Nel 1891 la mitragliatrice divenne un'arma regolamentare in dotazione all'esercito inglese.
Maxim si stabili in Inghilterra e vi fondò la Maxim Gun Companyche in seguito si fuse con la fabbrica d'armi Vickers
Le sue mitragliatrici vennero usate nelle campagne inglesi del Sudan, e c'era un ritornello popolare che diceva: 

"Qualunque cosa accada, non ci recherà danno
Noi abbiamo la Maxim e loro non ce l'hanno".

Nel 1900 Maxim prese la cittadinanza inglese e l'anno successivo venne nominato cavaliere. Durante la Prima Guerra Mondiale, tutti gli eserciti degli Stati belligeranti erano armati di mitragliatrici, che erano state vendute a tutti i governi europei.


MÈGE-MOURIÈS Hippolyte
 (Draguignan 24 ottobre 1817 - Parigi, 31 maggio 1880) 


Chimico francese, inventore della margarina. 
Nel 1866 si verificò in Francia una grave penuria di burro e il governo lanciò un bando per trovarne un surrogato economico.
Un surrogato del genere, Mège-Mouriès lo stava già cercando da due anni, e aveva fatto degli esperimenti con mucche magre e denutrite. Il suo ragionamento era che, poiché i grassi contenuti nel latte provengono dal sego, quel grasso denso che avvolge il ventre e le reni delle mucche, questo poteva essere utilizzato come base per un surrogato del burro.
Si procurò il sego dagli scarti dei macelli e, dopo mesi di prove, riusci a combinarlo con vari ingredienti, fra cui latte scremato, pancetta di maiale, mammella di mucca e bicarbonato di soda. Agitò, raffreddò e pressò la miscela fino a ottenere una sostanza solida.
Il prodotto finale, brevettato nel 1869, aveva un colore perlaceo, e Mège-Mouriès lo chiamò margarina, dalla parola greca margarites che significa perla.


Fratelli MONTGOLFIER  
Joseph Michel Montgolfier (Annonay, 26 agosto 1740 – Balaruc-les-Bains, 26 giugno 1810) 
Jacques Étienne Montgolfier (Annonay, 6 gennaio 1745 – Serrières, 2 agosto 1799)


Inventori della mongolfiera, cioè del pallone ad aria calda. 
La prima ascensione libera ebbe luogo il 21 novembre 1783, quando un pallone tutto decorato d'azzurro e d'oro, costruito dai Montgolfier, si involò dal Bois de Boulogne, presso Parigi. 
A bordo erano Jean Pilâtre de Rozier e il marchese François Laurent d'Arlandes.
I fratelli Joseph ed Etienne Montgolfier, fabbricanti di carta di Annonay, dopo vari tentativi avevano realizzato un pallone di carta, che lanciarono nel cielo della loro città il 5 giugno 1783, al cospetto dell'intera cittadinanza.
Il re Luigi XVI si interessò a questo esperimento e invitò i Montgolfier a ripetete la prova alla Reggia di Versailles.
Il 19 settembre 1783, alla presenza del re e della regina, fu lanciato un grande pallone di 41 piedi di diametro, sotto il quale venne appeso un ampio paniere, in cui erano sistemati un montone, un gallo e un'anitra, che furono quindi i primi "passeggeri" dell'aria. 
Dopo questa brillante ascensione, Etienne Montgolfier costruì un altro pallone, più  grande e molto decorato, con il quale compì degli esperimenti metodici di ascensione.
Nell'ottobre del 1783 effettuò brevi ascensioni, assistito a bordo da Jean Pilâtre de Rozier, prima di alcuni piedi e poi di 80 e 250 piedi.
Sempre in quei giorni, Pilâtre de Rozier fu accompagnato da Girond de Villette in ascensioni fino all'altezza di 124 piedi. 
E si giunse finalmente al fatidico giorno, il 21 novembre 1783, quando la mongolfiera si alzò nel cielo di Parigi, con a bordo Pilâtre de Rozier accompagnato questa volta dal marchese d'Arlandès. I due sorvolarono Parigi, atterrando a Butte-aux Cailles entro il Mulino di Merveilles e il Mulino Vecchio.


MORSE Samuel
 (Charlestown, 27 aprile 1791 – New York, 2 aprile 1872) 


Pittore ritrattista americano, ideatore dell'omonimo alfabeto.
Nel 1812, mentre si trovava a bordo di un veliero, durante una traversata dell'Atlantico, gli capitò di ascoltare una conversazione sull'elettromagnete.
Morse, allora professore di disegno all'Università di New York, ne trasse l'ispirazione per studiate un particolare sistema di segnalazione basato sull'elettricità, che un giorno avrebbe potuto dare maggiore sicurezza ai navigatori.
Morse in seguito inventò un alfabeto fatto di segni, che potevano essere trasmessi col suo telegrafo elettrico. Venne coperto di gloria e onori e la sua invenzione si diffuse in tutto il mondo con grande clamore. 
L'alfabeto Morse, con l'invocazione internazionale di soccorso SOS (tre punti-tre linee-tre punti) contribui attivamente a salvare innumerevoli vite durante i naufragi.



THOMAS ALVA EDISON - Vita e opere (Life and Work)




EDISON: L'UOMO CHE INVENTÒ IL DOMANI

Nella sua carriera, lunga ed eccezionalmente creativa, Thomas Alva Edison brevettò circa 1.300 invenzioni, tra cui la lampadina elettrica e il fonografo, e fu tra i pionieri del cinema in America.

Il giorno di San Silvestro del 1879, treni speciali lasciarono New York diretti al paesino di Menlo Park, nel New Jersey, dove viveva e operava un "mago". Il mago in questione era il trentaduenne Thomas Alva Edison, il quale aveva promesso di mostrare, a chi avesse fatto quel viaggio di circa 38 km, "l'ottava meraviglia del mondo". L'inventore e i suoi 30 collaboratori avevano fornito parte di Menlo Park di un impianto di illuminazione elettrica, e quando si fece buio, Edison ordinò di metterlo in funzione. 
"Il laboratorio era brillantemente illuminato da venticinque lampade elettriche"... riferì il New York Herald. "Altre otto illuminavano gli uffici e l'amministrazione, e altre venti erano distribuite lungo la strada che conduce al deposito e ad alcune case adiacenti."



Edison presso due delle lampadine elettriche che, nel 1880, produssero l'effetto Edison, ossia I'emissione di elettroni da superfici metalliche riscaldate. Nel 1904 lo scienziato inglese John Ambrose Fleming si basò sull'effetto Edison per realizzare la valvola termoionica.

La "prima" ebbe tanto successo, con oltre 3.000 visitatori, che Edison decise di prolungare le dimostrazioni. Il lavoro nella sua "fabbrica delle invenzioni' si interruppe a causa della folla da cui era invasa. 
Raccontò poi lo Herald: "Venivano da vicino e da lontano. Dalle città dei dintorni a bordo di veicoli d'ogni genere, carichi di gente d'ogni tipo, agricoltori, meccanici, manovali, ragazzi e ragazze, uomini e donne, mentre dai treni sbarcavano a frotte banchieri, industriali, agenti di borsa, innocui curiosi e mediatori d'affari in cerca d'occasioni".



REGISTRATORE DI VOTI - Edison aveva 21 anni quando prese il primo brevetto, relativo a un registratore di voti elettrico. Tirando l'una o I'altra di due leve collocate ai lati dei seggi dei votanti, si sarebbero registrati automaticamente i voti favorevoli o contrari. Ma la macchina fu respinta dal Congresso degli Stati Uniti perché avrebbe posto fine alle interminabili dissertazioni ostruzionistiche, miranti a impedire la rapida approvazione dei progetti di legge.

Edison, nato nel 1847, fu il più prolifico inventore d'ogni tempo, e le sue invenzioni - molte delle quali furono sostanziali miglioramenti di invenzioni precedenti - fruttarono agli Stati Uniti miliardi di dollari. 
Era una persona abituata a destare sensazione e a suscitare controversie. L'insegnante che l'aveva avuto come allievo alle elementari della sua cittadina natale, Milan nell'Ohio, l'aveva definito "strampalato" a causa del suo comportamento e delle sue idee troppo originali. 
Il suo primo lavoro, a 12 anni, fu di venditore di giornali sul teno che faceva il tragitto Port Huron-Detroit, nel Michigan. Non contento di vendere giornali, i ragazzo si mise a comporre e a stampare, su una macchina di seconda mano installata in un angolo del bagagliaio, un suo settimanale dal titolo Grand Trunk Herald



INDICATORE DI BORSA - Edison ebbe 40.000 dollari dalla Western Union per il suo trasmettitore delle quotazioni di borsa, capace di stampare numeri e lettere. Fu la sua prima invenzione redditizia.

Nel 1869, dopo aver lavorato come telegrafista "girovago" e indipendente, si trasferì a New York, dove gli capitò di trovarsi nella stanza delle batterie della società Gold Indicator Company, in Wall Street, quando si ruppe il centralino che provvedeva a esporre il corso delle quotazioni dell'oro sui vari mercati. Edison riparò il guasto sul momento) e in seguito costruì un ricevitore ed espositore delle quotazioni di borsa più efficiente, che cedette alla Western Union per 40.000 dollari.
Si servì di quella somma per attrezzare il suo primo laboratorio, a Newark, nel New Jersey, dove fabbricava gli indicatori di borsa.
Nel 1876 si trasferì a Menlo Park, e l'anno successivo realizzò una versione del telefono di Bell cosi migliorato e potenziato che l'Inghilterra l'acquistò per 10.000 sterline. 
Nello stesso anno costruì poi il prototipo sperimentale della sua invenzione favorita, il fonografo. 



PRIMI FONOGRAFI - Edison  brevettò il suo primo fonografo nel 1877. Riprese a lavorare all'apparecchio dieci anni dopo, e nel giugno del 1888 vi lavorò ininterrottamente per 5 giorni e 5 notti, costruendo un nuovo modello perfezionato.

Affluirono i giornalisti a intervistare "il mago di Menlo Park" sulla sua "macchina parlante". 
Disse Edison all'inviato del New York Graphic: "Ho fatto un bel po' di macchine, ma questa è la mia vera creatura: spero che diventi grande e grossa e che sia il sostegno della mia vecchiaia". 
Spiegò all'inviato del Washington Post in qual modo la sordità cronica da cui era afflitto l'avesse aiutato a realizzate il suo ultimo ritrovato.
Era diventato sordo, disse, quando faceva il venditore di giornali sui treni. Un giorno il treno se ne stava andando senza di lui. Lui l'aveva rincorso, cercando di balzare sull'alto predellino in coda all'ultima carrozza. "Un ferroviere si sporse e mi agguantò per le orecchie, tirandomi su. In quel momento sentii una specie di "crac" nelle orecchie, e da allora incominciai a diventare sordo". Ed era stata la sordità, soggiunse, a indirizzarlo verso gli esperimenti per la realizzazione del fonografo. 
"Mi sono occorsi vent'anni per fare un'incisione perfetta di musica pianistica, perché è piena di armoniche superiori, di suoni acuti. Per questo ci sono riuscito: perché sono sordo!".



DINAMO PER FABBRICHE - Edison produceva anche dinamo, come questa che funzionò nel primo impianto di produzione di luce elettrica, installato a Milano in via S. Radegonda, che accese le lampade della Galleria e di Piazza del Duomo, nel 1883.

Nel 1878 costituì la Edison Electric Light Company e fece quelle "mostre di illuminazione" di cui parlò tutto il mondo.
Ma Edison - che riempi complessivamente 3.500 quaderni di appunti fitti di idee inventive e ottenne quasi 1.300 brevetti - non era uomo da riposare sugli allori. Lavorava fino a 20 ore al giorno, e una volta dichiarò:
"Fermarsi significa arrugginire".
Cosi, dal 1889 in avanti, si interessò sempre più al cinematografo. Per cominciare, creò l'illusione del moto proiettando in rapida sequenza una serie di diapositive su uno schermo. Poi inventò la perforazione laterale delle pellicole, grazie alla quale erano trascinate alla velocità voluta. 
"È per gli occhi quello che il fonografo è per l'orecchio"... disse a proposito del cinema. 



Dinamo di Edison 

Brevettò un cinetoscopio, una macchina a monetine che proiettava brevi film su incontri di pugilato, cowboys, lanciatori di coltelli e balletti, che però potevano esser visti da una sola persona per volta. A questi filmetti fecero seguito veri film, lungometraggi per le sale cinematografiche girati negli studi Edison di West Orange, nel New Jersey. Fra essi La grande rapina al treno del 1901, uno dei primissimi film a soggetto.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Edison - che si era sposato due volte - fondò e presiedette il Consiglio di Consulenza Navale americano, precursore dei moderni "trust dei cervelli". Era soprattutto interessalo a combattere la minaccia degli U-Boote tedeschi nell'Atlantico settentrionale, e in seguito deplorò il fatto che i dispositivi che aveva progettato - fra cui un microfono ultrasensibile per captare il rumore dei motori dei sommergibili - non erano tecnicamente realizzabili a quell'epoca.
Con la pace, si notò il declino della sua fertile inventiva e gli fu domandato se non pensava a mettersi in pensione. "Mi ritirerò il giorno prima del mio funerale"... rispose. 
Quel giorno venne nell'ottobre del 1911. Mori il 18 e tre giorni dopo fu sepolto accanto alla sua casa di West Orange, nel New Jersey. 
Per un minuto, quel 21 ottobre, le luci di tutta l'America furono affievolite in segno d'omaggio verso l'uomo che aveva dichiarato: "Il genio è all'1 per cento ispirazione, e al 99 per cento perspirazione".






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