sabato 22 agosto 2009

IL PENSIERO POLITICO DI BENEDETTO SPINOZA (The Political Thought of Benedict Spinoza)


Benedetto Spinoza (1632-1677)
Incisione del XVIII secolo

Benedetto SPINOZA, in ebraico Baruch (1632-1677), filosofo. Nacque ad Amsterdam da famiglia ebrea originaria del Portogallo; educato alla scuola rab­binica, il suo pensiero si ribellò ben presto al conformismo dell'ambiente i­sraelitica, tanto che ne venne espulso. Visse da allora in un tranquillo ritiro sorretto dall'aiuto di qualche amico fe­dele; fabbricava lenti per strumenti ot­tici e stendeva intanto i risultati delle sue meditazioni. Inviso a tutte le con­fessioni (alla protestante non meno che alla cattolica) per le sue idee ete­rodosse sulla divinità, pubblicò in vita solo due opere, una esposizione della filosofia di Cartesio e il “Tractatus theo logico-politicus” (anonimo) che era in­teso a dimostrare come “in una libera comunità dovrebbe essere lecito ad ognuno pensare quello che vuole e dire quel che pensa”. I due filoni idea­li che maggiormente hanno influito sul­la formazione del pensiero di Spinoza sono da un lato il cartesianismo nel suo le­game con la moderna scienza della na­tura, e, dall'altro, l'antica tradizione mistico-neoplatonica filtrata attraverso vari autori tra cui Leone Ebreo. Rifa­cendosi alla definizione cartesiana di sostanza ma respingendo al tempo stesso il dualismo di Descartes, Spinoza ristabilisce l'unità dell'essere. La so­stanza è una, eterna, illimitata: è la divinità stessa nella sua coincidenza con la natura. La “natura naturans” (Dio) non sovrasta la “natura natura­ta” (le cose), ma ne è la causa intrin­seca e immanente. I decreti di Dio, un Dio ovviamente impersonale, sono le leggi stesse di natura; nulla avviene gratuitamente o arbitrariamente; il miracolo è escluso ed escluse sono le cause finali, così come il libero arbi­trio dell'uomo. Pensiero ed estensione non sono due realtà autonome o con­trapposte, ma due degli infiniti attri­buti della sostanza che a sua volta si specificano in una moltitudine di modi (le idee e i corpi). In quanto espres­sioni di una medesima realtà, pensiero ed estensione si corrispondono: cia­scuna modificazione particolare del pensiero è idea di un corpo particola­re, e ciascun corpo particolare l'og­getto di una idea; il nesso che vige tra le idee è, nel proprio ambito, identico al nesso che vige tra le cose.
I concetti di carattere metafisico che Spinoza pone a base della sua “Ethica more geometrico dimostrata” (pubblicata postuma) appaiono peraltro come premesse alla retta impostazione e soluzione del problema morale che, come risulta dal titolo stesso, Spinoza ha essenzialmente di mira e che costituisce il fulcro stesso della sua concezione. L'uomo è tanto più libero quanto meno le passioni pos­sono su di lui, e quanto più il suo intelletto può su di esse.


IL PENSIERO POLITICO DI BENEDETTO SPINOZA

Quando nel 1670 pubblicava il “Trattato teologico-politico”, nasconden­dosi dietro l'anonimato, Spinoza era autore noto di scritti filosofici tecni­ci. Nel 1663 aveva pubblicato i “Prin­cipi della filosofia cartesiana” con il proprio nome, ché si trattava di una opera tecnicamente filosofica; desti­nata ai dotti, anche se il cartesianesi­mo in Olanda era un argomento "cal­do", con implicazioni politiche e religiose. E agli incidenti religiosi Spinoza non era nuovo: giovanissimo, nel 1656, era stato scomunicato dal­la comunità ebraica di Amsterdam.
Benedetto Spinoza era nato ad Amsterdam nel 1632 da una famiglia di ebrei spagnoli, fuggiti dal Portogallo all'Olanda incalzati dalle perse­cuzioni. Fu avviato alla carriera di rabbino, e proprio nella scuola rabbi­nica ebbe il primo scontro con l'ortodossia ebraica. Dovette soccombe­re e uscire dalla comunità. La sua fa­miglia aveva subito una persecuzione che colpiva tutto un popolo, mentre il giovane Spinoza subiva la perse­cuzione che mette un individuo con­tro il proprio popolo. Probabilmente rispose alla scomunica con una “Apolo­gia”, della quale parla Bayle, ma che é andata perduta. Aperta la polemi­ca religiosa, continuò a scrivere, an­che se non pubblicò le opere che ve­niva componendo (“Trattato breve su Dio, l'uomo e la sua felicità”, 1658…, “Trattato sull'emendazione dell'intel­letto”, 1662), ma che erano conosciu­te in cerchie ristrette di amici. E in­tanto lasciava Amsterdam per trasferirsi vicino a Leida, poi vicino a L’Aja e finalmente a L'Aja nel 1670, l’anno stesso della pubblicazione del “Trattato teologico-politico”.
Nel momento in cui si stabiliva a L'Aja, nel 1670, e pubblicava l'ano­nimo “Trattato teologico-politico”, Spinoza perciò, non solo era un afferma­to autore nel campo tecnico della fi­losofia, cartesiana, ma aveva compo­sto, anche se non pubblicato, opere teologiche, come il “Breve Trattato” e si era formata una personalità religiosa attraverso la lotta con la comuni­tà ebraica e le discussioni in cerchie di amici fedeli. Il Trattato saldava esplicitamente e sistematicamente i due filoni dell'opera spinoziana, quel­lo propriamente religioso e quello car­tesiano. In Olanda Cartesio aveva cercato nella prima metà del secolo una terra tranquilla, che lo isolasse dalla vita intensa di Parigi, ma an­che dalle pressioni culturali e religiose che poteva subire in Francia. In Olanda, Cartesio non cercava la li­bertà di pensiero come condizione per intervenire attivamente nella vita pubblica, ma sperava di trovare una situazione che gli permettesse di eser­citare la sua libertà personale, soprat­tutto di uomo di scienza, membro di un mondo chiuso di dotti, che gli assicurasse la tranquillità. In una Europa divisa non solo in paesi cattoli­ci e protestanti, ma in gruppi catto­lici e protestanti all'interno dello stes­so paese, l'Olanda non era certo la terra della libertà organizzata e isti­tuzionalizzata. Ma nella lotta d'indi­pendenza gli olandesi avevano pur do­vuto rifiutare certi strumenti del con­trollo culturale cattolico; inoltre il protestantesimo olandese era esso stesso diviso, almeno tra una corrente rigorosamente calvinista e gruppi più liberali che s'ispiravano ad Arminio ed erano variamente collegati con la eresia liberale protestante italiana, svizzera e polacca.
Tutto sommato Cartesio era sem­pre stato prudente e non aveva mo­strato nessuna voglia di ripercorrere la vicenda di Galileo Galilei. Con scrupolo aveva taciuto le proprie con­vinzioni scientifiche quando gli era sembrato troppo pericoloso parlare; poi aveva parlato limitando la porta­ta delle proprie teorie al dominio del­la pura conoscenza; infine aveva cer­cato di procurarsi l'appoggio di isti­tuzioni importanti come i Gesuiti o la Sorbona. Ma gli era sembrato op­portuno condurre tutte queste opera­zioni culturali dall'Olanda, un paese immune dagli strumenti cattolici di controllo e tutto preso semmai da dispute interne al mondo protestante. Cartesio però s'era ingannato sul con­to dell'Olanda. La sua filosofia suscitò anche qui il sospetto e l'ostilità dei teologi protestanti, e il disimpegno politico-religioso, che Cartesio aveva sinceramente cercato, gli veniva ne­gato proprio dalla ‘controparte’. Si sa come la storia andò a finire: Cartesio pensò che solo la protezione di un sovrano, la regina Cristina di Svezia, potesse metterlo al sicuro; e ci rimise anche la pelle, morendo di pol­monite.
La morte di Cartesio nel 1650 era emblematica, perché la sua fuga dall’Olanda verso la corte di Svezia ave­va segnato la crisi di fondo dell'atteg­giamento cartesiano. In piena contro­riforma il disimpegno personale o la protezione di un potente erano state le due vie di uscita di un intellettua­le, che non avesse voluto fare la fine di Giordano Bruno, di Galileo Galilei o di Tommaso Campanella. Molti eredi della cultura rinascimen­tale avevano protetto le proprie con­vinzioni sotto le difficoltà di una pro­duzione erudita, apparentemente neu­tra, piena di riconoscimenti puramen­te verbali di sottomissione alla chie­sa e alla tradizione. La simulazione era una tecnica di difesa intellettua­le perfettamente riconosciuta e am­messa. Cartesio aveva cercato di ren­dere esplicito e di teorizzare questo atteggiamento, limitando il potere sov­vertitore della scienza, nata dalla cul­tura rinascimentale, al dominio della natura e lasciando intatto il territo­rio della fede e della morale. Ma, a metà del secolo, aveva dovuto ricor­rere al mezzo tradizionale costituito dalla protezione di una corte.


“Bisogna riconoscere il grandissimo merito della fi­losofia di allora. Essa, a cominciare da Spinoza per finire coi grandi materialisti francesi, cercava fermamente di spiegare il mondo dal suo interno, fornendo di esso una dettagliata giu­stificazione alle scienze naturali del futuro”. (Friedrich Engels)


Tipografia olandese - Incisione di Abraham von Werdt (1676)


Le cose in campo protestante non stavano in modo molto diverso. Già Lutero aveva dovuto intervenire du­ramente contro coloro che vedevano nella riforma l'inizio di un'èra di spontaneità e di libertà. E gli uomini che avevano creduto di trovare nella Ginevra di Calvino il regno della li­bertà e dell'amore avevano dovuto sottoporsi ai dettami di una discipli­na dura e sospettosa. Ovunque il protestantesimo arrivava a posizioni di potere si trovava a fare i conti con le necessità di reprimere forze religiose che potevano immediatamente diven­tare forze di disintegrazione politica. Nel mondo protestante, in Germania, in Polonia, in Svizzera, in Olanda, in Inghilterra c'erano gruppi i quali credevano che la riforma non solo avesse messo fine al predominio del­la Chiesa di Roma, ma avesse instau­rato la comunità religiosa, e anche po­litica, della carità e dell'amore. A par­te il fatto che non sempre tenevano in molto conto la delicata libertà de­gli intellettuali, questi entusiasti figli dello spirito non appena arrivava­no a posizioni di potere, instaurava­no Stati confessionali, nei quali la re­ligione finiva con il penetrare in ogni aspetto della vita sociale.
In questa situazione si apriva la strada al riconoscimento del legame essenziale tra religione e politica: se le credenze religiose, anche quelle ap­parentemente più lontane dalle com­petizioni politiche, si trasformavano in forze politiche, bisognava ricono­scere che tra religione e politica c'era un collegamento assai più profondo di quello che molti uomini di chiesa e di Stato erano disposti a riconosce­re. E si trattava di una difficile rela­zione che andava in due sensi: non solo la religione agiva nel dominio politico, ma a sua volta la religione diventava uno strumento di governo e di dominio politico. Partendo da questo riconoscimento si arrivava al­la conclusione che solo un governo forte e indipendente dalle pressioni che potevano derivare dal basso era in grado di ridurre al minimo l'im­posizione religiosa, per mantenersi al potere, diventando così garanzia di purezza di un credo religioso, trasfor­mato in un atto privato e di libertà del sapere. Fin dalle guerre di religione del XVI secolo gli erastiani a­vevano puntato tutto sul riconosci­mento della rilevanza politica della religione come mezzo per svelenire proprio i conflitti religiosi. Questa sembrava una delle vocazioni della monarchia assoluta. E questo spirito aveva animato il breve esperimento del regno di Enrico IV in Francia. In Inghilterra, da quando era scop­piata la guerra tra re e parlamento, Hobbes non si stancava di mettere in guardia contro la libertà religiosa invocata dalle sette “fanatiche” e di additare in un forte potere politico centrale la condizione per ridurre al minimo gli obblighi religiosi esterni. E in Olanda un uomo di tradizioni liberali, erede della cultura rinasci­mentale e legato ai gruppi avversi al­la rigida ortodossia calvinista, Ugo Grozio, nell'opera “Il potere dell'auto­rità sovrana in materia di diritto sa­cro”, del 1647, vedeva nella elimina­zione del potere d'imposizione reli­giosa da parte del clero di una chiesa costituita e nel conferimento di un potere religioso limitato all'autorità politica la condizione per assicurare la spontaneità della stessa vita religio­sa. Cercando riparo presso la regina di Svezia, Cartesio riconosceva, di fatto e sul piano personale, che solo la tutela del potere politico poteva garantire quella libertà che aveva cer­cato di procurarsi con il disimpegno.
Vent'anni dopo la morte di Cartesio, nel “Trattato teologico-politico”, Spinoza tentava di realizzare quell’incontro tra cartesianesimo, religione e politica, che Cartesio aveva sempre cercato di evitare. Spinoza tentava di innestare il ‘disimpegno’ cartesiano su un vecchio tema teologico, che da­tava almeno dalla fine del XII seco­lo, e poteva contare sostenitori che andavano dal francescano Giovanni Duns Scoto a Hobbes. La Sacra Scrit­tura non contiene verità scientifiche, che riguardino i fenomeni naturali, essa insegna soltanto ciò che è neces­sario per obbedire a Dio, perché la religione è essenzialmente un atto pra­tico di obbedienza alla divinità. E' possibile allora interpretare le Scrittu­re in modo da ricavare una fede uni­versale, cioè il minimo richiesto per­ché si abbia l'obbedienza alla divinità. In questo modo Spinoza ricuperava un altro filone della cultura teologi­ca europea, cioè il tentativo di ricava­re dalla tradizione ebraico-cristiana un numero minimo di articoli di fede; che potessero costituire il contenuto di una religione universale, o alme­no potessero offrire la base per un accordo tra cristiani o anche solo tra protestanti.
Tanto bastava per introdurre una profonda riforma all'interno del car­tesianesimo, perché il criterio carte­siano della separazione di religione e filosofia veniva usato addirittura per operare scelte all'interno del campo religioso. Ma Spinoza non si ferma­va qui. Se la religione è una forma di obbedienza, e non di credenza, la osservanza religiosa rientra nel dominio politico, al quale è invece sot­tratta la filosofia, che è una forma di pensiero. Per Spinoza la società po­litica era fatta essenzialmente di po­tere e si reggeva unicamente in funzio­ne della sua utilità per gli uomini. Nella misura in cui non è. pensiero e conoscenza l'uomo è affermazione di sé, aggressività, pretesa di appro­priazione di uomini e cose. Questo tratto dominante della natura umana per Spinoza non può essere cancella­to, ma può essere dislocato, trasferi­to. Gli uomini possono accorgersi che l'esercizio sparso dell'aggressività è dannoso, mentre può tornar utile il conferimento di tutta la forza di­sponibile a un agente unico del po­tere: nasce così lo Stato. Per interpretare lo Stato, Spinoza si serviva di due concetti tipici della letteratura politico-giuridica del Seicento, il di­ritto naturale e il contratto. Il diritto naturale è l'ambito di potere che ogni uomo ha prima che nascano organi­smi legali, e per Spinoza ogni uomo in natura ha diritto a tutto ciò cui può arrivare; il contratto è lo scam­bio d'impegni e prestazioni, e da un contratto tra uomini allo stato di na­tura nasce la società politica. Secondo Spinoza mediante il contratto gli uomini cedono la loro forza, chieden­do in cambio al potere politico così costituito interventi che possano gio­vare soltanto, ai loro interessi, quegli interessi che potrebbero far valere con la forza naturale impossessando­si di uomini e cose.
Per salvaguardare la libertà della filosofia e l'indipendenza dell'intellet­tuale Spinoza era stato condotto a oc­cuparsi di religione e di politica, e a­veva cercato di far entrare tutta la religione nel territorio della politica. E nella politica aveva visto un campo nel quale agiscono essenzialmente for­ze possessive in contrasto, forze che è possibile dirigere tenendo presenti non solo i dati immediati del campo, ma i tempi più lunghi: in questa pro­spettiva à anche possibile trovare com­promessi e accordi tra interessi di­versi. L'amore del prossimo e la giu­stizia, néi quali Spinoza riconosce i tratti più caratteristici della tradizio­ne ebraico-cristiana e i fondamenti di una religione universale, sono sem­plicemente l'osservanza della solida­rietà d'interessi additata dalla ragio­ne e realizzata dallo Stato.
Spinoza è diventato uno dei termi­ni di riferimento della nostra tradi­zione culturale, considerato spesso un solitario difensore della “libertà filo­sofica”, spregiatore di pubblici rico­noscimenti che avrebbero potuto mi­nacciare la sua indipendenza. D'altra parte è apparso spesso un “filosofo maledetto”, che era pericoloso men­zionare, che semmai doveva essere confutato e respinto. A dargli questo volto contribuì certo, l'opera sua più nota, la “Etica dimostrata geometricamente”, terminata nel 1675, ma pubblicata postuma l'anno stesso del­la sua morte nel 1677. La prima par­te dell'Etica trattava di Dio, che ve­niva identificato con la natura stessa, intesa come un grande sistema geo­metrico. Era facile accusare Spinoza di ateismo, anche se poi gli storici della filosofia discussero a non finire sull'ateismo spinoziano.
In realtà Spinoza non fu il solita­rio che una certa storiografia oleo­grafica dipinge: il suo epistolario te­stimonia i suoi rapporti con la comu­nità internazionale dei dotti e degli scienziati. E spesso il suo isolamento fu il frutto della sua sospettosa pru­denza. Né le sue idee furono del tutto avulse dalla realtà culturale del suo secolo. La sua interpretazione della religione e della politica era assai vi­cina a quella di Hobbes, un perso­naggio non certo edificante; ma il cristianesimo che Pascal presentava nei “Pensieri”, pubblicati postumi lo stes­so anno in cui usciva il “Trattato teologico-politico”, era fatto anch'esso assai più di obbedienza che di cre­denza. D'altra parte neppure l'etica fondata sull'interesse e sull'autoaf­fermazione era un fatto nuovo: non solo l'aveva sostenuta il solito Hobbes, ma era largamente presente nella let­teratura moralistica secentesca, non fosse altro nelle “Massime morali” di La Rochefoucauld, pubblicate nel 1665.
Eppure Spinoza era davvero riusci­to a mettere insieme gli aspetti più sgradevoli, nel senso di meno confor­mi ai modelli tradizionali, della so­cietà contemporanea. Riducendo la re­ligione a obbedienza politica aveva toccato un tasto dolente, una realtà scottante, perché proprio nel corso del secolo tutte le classi dirigenti si erano accorte di dover usare la pres­sione religiosa come strumento di po­tere. D'altra parte identificando la religione con l'obbedienza alle leggi dello Stato, Spinoza minacciava il me­stiere delle classi ecclesiastiche di tut­te le religioni, di quella ebraica non meno che di quelle cristiane. Inter­pretando la società politica in termini d'interesse, di conflitti tra tentativi d'autoaffermazione e di compromessi tra forze contrastanti, svuotava la teo­ria dello Stato assoluto del suo con­tenuto sacro e dava un quadro della etica borghese non certo conforme alle virtù cristiane. Spinoza conosce­va bene la società borghese del suo tempo. Era stato accanto a Giovanni de Witt che dal 1653 al 1672 aveva dominato la scena politica olandese come rappresentante della borghesia cittadina, contro la casa d'Orange. La borghesia di de Witt era anche l'ere­de delle tradizioni delle sètte prote­stanti più estremiste, mentre i ceti popolari, sui quali si appoggiavano gli Orange, erano legati alla chiesa cal­vinista ortodossa. Ma in Olanda co­me in Inghilterra la libertà di seguire la voce dello Spirito Santo era presto diventata la libertà economica, lo spirito religioso comunitario la libera associazione a qualsiasi fine, l'amo­re cristiano la difesa delle alleanze d'interesse. La Rochefoucauld era un nobile che ritraeva l'abbandono delle virtù aristocratiche nella società bor­ghese, Pascal era un cristiano che cer­cava nel suo tempo nuove vie per ri­portare gli uomini a Cristo, Spinoza ritraeva “senza piangere né ridere” la società del suo tempo, gli pareva naturale che fosse così e si preoccu­pava di tracciare in essa un sentiero stretto, ma sicuro, per la libertà del­la filosofia e della scienza.
L'idealismo ottocentesco cercò di rivalutare il teologo reietto dalla so­cietà devota del suo tempo. Ma la teologia di Spinoza ha radici diverse da quelle illustrate dall'idealismo ot­tocentesco. A Spinoza stava a cuore la scienza e la filosofia moderna: e volle mostrare che la scienza moder­na era perfettamente coerente con il quadro sociale proprio della società borghese del suo tempo. Qui Dio e la natura s'identificano, la virtù diventa l'accorta affermazione di sé, la religio­ne è l'obbedienza alle regole della sicurezza sociale, i magistrati e i pre­ti si occupano di tener la gente buona, senza troppo seccare chi ha senno per decidere da sé. In disparte, non disturbato, sta il dotto, che, in so­litudine o in dialogo con gli altri dot­ti, coglie l'ordine del mondo, la pre­senza costante, ma non sovvertitrice, della divinità.
Un quadro di questo genere poteva non essere gradevole, ma era realisti­co, almeno in una certa misura. B presto fu anche adottato dalla cultu­ra europea, per interpretare il presen­te. Ma allora certi compromessi salta­rono. L'interpretazione delle virtù cri­stiane in termini di confluenza di interessi, della religione in termini di obbedienza politica, della politica in termini di forza buttò all'aria certi ricuperi del cristianesimo e della tra­dizione politica che Spinoza aveva tentato. La sua stessa concezione del­la cultura e della scienza come opera di dotti solitari entrò in crisi: l'inter­pretazione del mondo in termini ma­tematici si rivelò assai più difficile di quanto Spinoza avesse creduto. E gli uomini di cultura in qualche mo­do suoi eredi si trovarono implicati nella lotta culturale e politica, nella quale i confini tra politica e sapere stabiliti da Spinoza non tenevano più. Ma, una volta buttati all'aria i com­promessi, una volta stracciato il velo della religione, comparvero volti inquietanti, quelli dei popolani che nel­la religione credevano, i superstiziosi seguaci dello spregiudicato Guglielmo d'Orange, la folla ignorante che nel 1672 aveva assassinato i raffinati e colti fratelli de Witt. Per questa gen­te la religione era un pesante stru­mento di governo e di disciplina: Spinoza, sapiente disdegnoso che temeva la folla stolta, sapeva che cosa dice­va quando scriveva il “Trattato teologico-politico”. Fu l'illuminismo che distrusse i compromessi geometrici di Spinoza, fu la Rivoluzione francese che portò alla ribalta i volti degli u­mili mantenuti stolti dalla religione strumento di potere. Ma da quando quei volti sono comparsi e sono di­ventati sempre più importanti è sva­nita l'illusione di poter comprendere l'ordine eterno del mondo pensando in solitudine.

VEDI ANCHE ...

PENSIERO POLITICO DEL XIX SECOLO – LIBERALISMO e SOCIALISMO

MATERIALISMO STORICO

IL CAPITALE - THEORIEN UBEN DEN MEHRWERT - Karl Marx

UTOPIA di Thomas More

IL CONTRATTO SOCIALE - Jean Jacques Rousseau - On The Social Contract

EMILIO - ÉMILE - Jean Jacques Rousseau

TRATTATO SUL GOVERNO - John Locke

SAGGIO SULL'INTELLETTO UMANO - John Locke

Storia del pensiero filosofico e scientifico - Ludovico Geymonat

LA CITTA' DEL SOLE - Tommaso Campanella

________________________________________________
Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)