martedì 24 febbraio 2009

COMPOSIZIONE CON TRE FIGURE - Fernand Léger

 
COMPOSIZIONE CON TRE FIGURE (1932)
Fernand Léger (1881 - 1955)
Pittore francese
Musée National d'Art Moderne di Parigi
XIX-XX secolo
Tela cm. 182 x 232
Risoluzione foto Pixel 2300 x 1856 - Mb 1,64


Su uno sfondo giallo vivo si staglia a sinistra un gruppo compatto formato da due donne e un uomo, raffigurato a mezzo busto con un ramoscello fiorito in mano.
Le figure solide costruite pezzo per pezzo, si collocano nello spazio in modo semplice, limpido, con la stessa naturalezza con la quale si dispongono gli oggetti sulla destra, elementi architettonici che curiosamente contrastano con forme simili a nuvole.
Si instaura quasi un rapporto di dialogo tra i due gruppi della composizione, forse a indicare quel nesso tra uomini e strumenti di cui Fernand Léger si serve per edificare il suo modo di essere.

Léger si sforza continuamente di rappresentare la condizione umana come appariva ai suoi occhi: l'uomo può cercare di partecipare concretamente a quella costruzione solida e libera che è il mondo; solo inserendosi nel ritmo della realtà potrà dominarla.

Dopo la mobilitazione della Prima Guerra Mondiale... Frenand Léger ritorna a raffigurare l'immagine umana nei suoi dipinti; è un'immagine ingigantita, quasi monumentale.


Il dipinto COMPOSIZIONE CON TRE FIGURE è firmato e datato 1932, in basso a destra.
Fu acquistato dallo Stato nel 1937 e si trova esposto nel Museo Nazionale d'Arte Moderna di Parigi.
Nella stessa collezione possiamo ammirare altre opere di Fernand Léger come... LE NOZZE del 1911..., CONTRASTI DI FORME del 1913..., DONNA IN ROSSO E VERDE del 1914..., LES LOISIRS del 1948-49..., DUE DONNE E FIORI del 1946-50..., I DISCHI del 1918.


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Biografia di FERNAND LÉGER


Giovanni Battista Piazzetta

     
Nato a Venezia nel 1682, Giovanni Battista Piazzetta fu definito da un suo contemporaneo, A. M. Zanetti (1733), "grande intelligente del chiaroscuro".

Infatti Piazzetta fu il maggior interprete nella sua città di quella tendenza verso una pittura con un forte chiaroscuro capace di creare rappresentazioni altamente patetiche.

E' la corrente dei cosidetti "tenebrosi" contrapposta a quella dei "chiaristi" cui si legò nella sua maturità Tiepolo.

Morto il suo maestro veneziano, Molinari (1704), Giovanni Battista Piazzetta passò nella prestigiosa bottega bolognese di GIUSEPPE MARIA CRESPI.

E' l'unico viaggio di questo artista sedentario (come me) che, iscritto nel 1711 nella Fraglia dei Pittori, non lasciò più la laguna.


L'opera più antica di Giovanni Battista è da ritenersi l'ABELE MORTO ora in una Collezione privata tedesca.

Le sue composizioni, abilmente scorciate, diventarono sempre più tese e drammatiche..., significativo è il SAN JACOPO TRASCINATO AL MARTIRIO del 1722 per la chiesa di San Stae.

Unica opera decorativa del pittore fu la tela con LA GLORIA DI SAN DOMENICO per la basilica dei Santi Giovanni e Paolo (1727).

Nel decennio successivo la pittura del Piazzetta acquistò una nuova luminosità solare pur sempre nell'intensità dei colori..., influenzato così dal Tiepolo dipinse l'ASSUNZIONE DELLA VERGINE (Museo del Louvre di Parigi) per il duca di Baviera.

Numerosi quadri degli anni Quaranta (l'INDOVINA delle Gallerie dell'Accademia di Venezia) rivelano un interesse per i motivi ripresi dalla letteratura arcadica e pastorale.

Iniziò a dedicarsi all'illustrazione per l'editoria..., fece infatti i disegni per la GERUSALEMME LIBERATA stampata nel 1745.

Questa intensa attività lo portò a ridurre le grandi imprese pittoriche che per altro gli costavano lunghi periodi di meditazione.

L'ultima grande opera di Giovanni Battista Piazzetta fu la DECOLLAZIONE DEL BATTISTA del 1743 (Gesuati di Venezia).

Morì a Venezia nel 1754.


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REBECCA AL POZZO - Giovanni Battista Piazzetta


REBECCA AL POZZO (Rebecca at the Well) - Giovanni Battista Piazzetta

REBECCA AL POZZO (1740 circa)
Giovanni Battista Piazzetta (1682 - 1754)
Pittore italiano
Pinacoteca di Brera a Milano
Olio su tela cm. 102 x 137

Risoluzione foto Pixel 2500 x 1783 - Mb 1,99


Il dipinto compiuto da Giovanni Battista Piazzetta intorno al 1740 rappresenta un episodio tratto dal Libro della Genesi..., il servo di Abramo, inviato in Mesopotamia per cercare la moglie per Isacco, offre doni a Rebecca che lo ha dissetato con l'acqua del pozzo.

E' uno dei temi prediletti della pittura del Settecento interessata a rappresentazioni di tono idillico e pastorale, da fiaba serena e un po' maliziosa.

L'atmosfera biblica nel quadro di Brera è assente..., la scena diventa un piccante episodio di seduzione in cui la ragazza apparentemente si ritrae alle parole dell'uomo (ma dai..no ... no...), ma incerta apre dietro di sé la mano per prendere le perle che le vengono offerte.

L'atmosfera da giocoso romanzo amoroso è accentuata dall'abito della giovane donna, ispirato a un modello fiammingo di un secolo prima, in cui lascia intravedere un'ampia visione del suo meraviglioso seno.


Il dipinto realizzato da Giovanni Battista Piazzetta intorno al 1740, è stato inciso da Pietro Monaco.

Il quadro in origine nella collezione del patrizio veneziano Alvise Contarini alla Madonna dell'Orto.

Gli faceva pendant la GIUDITTA E OLOFERNE ora in una Collezione privata milanese.

L'associazione dei due quadri non era casuale..., sia Giuditta che Rebecca sono fra le eroine del Vecchio Testamento che prefigurano la virtù della Vergine.


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Biografia di Giovanni Battista Piazzetta


LA LEZIONE DI MUSICA (The Music Lesson) - Jean Honoré Fragonard

LA LEZIONE DI MUSICA (1765 - 1772)
Jean Honoré Fragonard (1732 - 1806)
Pittore francese
Museo del Louvre di Parigi
Olio su tela cm. 109 x 121

Risoluzione foto Pixel 1870 x 2000 - Mb 1,69


Il quadro raffigura una giovane donna, dall'elegante profilo e con un abito di seta bianco a sfumature dorate, intenta a suonare un clavicembalo a due tastiere.
La sua veste p ricomposta con maestria su una poltrona dai montanti dorati tipica, come la sedia in primo piano, della gracile raffinatezza rococò dello "stile Luigi XV".
La osserva con attenzione, e con l'aria vagamente affascinata e maliziosa, il giovane maestro.
Sull'alzata del clavicembalo è posto uno spartito ai cui fianchi sporgono due candelieri in argento dalla foggia contorta, anche essi rimandi alla moda e alla produzione manifatturiera dell'epoca.
Dalla sedia in primo piano, un gatto beige volge il suo sguardo verso l'esterno della tela, osservandomi torvo, quasi a proteggere fedelmente l'intimità del momento che si svolge alle sue spalle.
Gli fanno da cuscino dei larghi fogli, probabilmente degli spartiti musicali, ed è nascosto, in parte, dal liuto appoggiato davanti a lui sulla sedia.
Fragonard è il poeta di questi attimi di vita frivola e raffinata.
Lo sfondo, reso in modo sommario e privato di qualsiasi elemento che potrebbe caratterizzare l'ambiente, contribuisce a focalizzare l'attenzione sui due protagonisti.
Più che una lezione di musica, Fragonard ha dipinto una scena galante, come testimoniano tanto la posa civettuola della suonatrice, quanto il fare lezioso del maestro che scaltramente cinge l'allieva con un gesto premuroso e accattivante.

Il quadro fu donato da Hippolyte Walferdin alla Repubblica francese nel 1849 e fu subito collocato nel Museo del Louvre, dove rimase fino al 1865.
In quell'anno l'opera venne in possesso di Franceschini Pietri, segretario privato dell'imperatore Napoleone III..., passò poi in proprietà di Stefano Conti, successore nella carica di segretario personale dell'imperatore.
La tela fu restituita al Museo del Louvre solo il 18 ottobre 1870.


FRAGONARD E L'IMPASSE DEL MOMENTO ROMANTICO (1756 - 1761)

"Tu vai là a vedere, mio caro Frago, le opere di Raffaello, di Michelangelo e dei loro epigoni; ma, te lo dico in confidenza, sottovoce, se prendi sul serio "quella gente", tu sei un uomo perduto"..., con queste parole, secondo il nipote Théophile (1847), François Boucher avrebbe preparato l'allievo Fragonard al suo primo viaggio a Roma.
In effetti le fonti contemporanee raccontano che il pittore provò uno scoraggiamento così grande davanti al talento degli italiani da non riuscire più ad operare, subendo gli attacchi dell'Accademia e del suo direttore a Roma, il pittore Natoire.
L'artista uscì dall'impasse perché Natoire lo costrinse a misurarsi con la grandezza degli italiani, facendogli copiare un importante quadro di Pietro da Cortona.
Da quel momento Fragonard incominciò a inviare regolarmente in Francia i propri lavori.


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IL SOGNO DEL GUERRIERO - Jean Honoré Fragonard

BACCANTE ADDORMENTATA (1765 - 1772 circa) - Jean Honoré Fragonard


IL SOGNO DEL GUERRIERO (Vision of love) - Jean Honoré Fragonard

IL SOGNO DEL GUERRIERO (1761 - 1765)
Jean Honoré Fragonard
Pittore francese
Museo del Louvre di Parigi
Tela cm. 60 x 50

Risoluzione foto Pixel 1769 x 2300 - Mb 1,99


IL SOGNO DEL GUERRIERO, conosciuto anche come VISIONE D'AMORE, raffigura un giovane in abiti da guerriero vagamente classici che contempla in sogno una donna, probabilmente Venere.
La dea, seduta su una nuvola, appare col volto seminascosto da un velo in una attitudine lasciva, vagamente provocante.
Una corte di curiosi puttini che assistono alla scena introduce Venere al guerriero dormiente.

Il dipinto appartiene alla serie delle opere di "piccolo formato" che raffiguravano temi galanti o di vita quotidiana.
Fragonard aveva compiuto la sua formazione artistica a contatto con alcuni fra i più famosi pittori dell'epoca come J.B. Chardin, C. Van Loo e soprattutto Boucher e fu sulla scia di quest'ultimo che esordì con quadri di soggetto particolarmente leggiadro e di festosa leggerezza cromatica.
Fragonard ebbe grande rilievo come iniziatore di quella spregiudicatezza dalla quale scaturirono taluni fra gli episodi più considerevoli dell'Ottocento.
Il suo successo gli valse numerosi plagi ed una nomea di pittore facile e superficiale.

Fragonard era considerato il pittore del piacere ed è veramente uno dei migliori interpreti della società di Luigi XV.
Lavorò molto per la classe di mezzo e dei nobili di recente nomina.
Rinnovò quella tradizione, legata a Watteau, delle "fêtes galantes", legata al mondo allegro e spensierato, amante della buona tavola e delle belle donne più che dai grandi apparati pittorici e che seguiva le mode piuttosto che dettarle.
Pittore erotico per eccellenza predilige gli amori gai, vivaci, spiritosi piuttosto che le "relazioni pericolose" di un Laclos che avrà sicuramente conosciuto.
IL SOGNO DEL GUERRIERO. Inciso da Regnault, fu legato ad un altro dipinto, LA FONTANA DELL'AMORE, di qualche anno più tardo, del quale viene considerato pendant.

Il dipinto IL SOGNO DEL GUERRIERO si trova attualmente nel Museo del Louvre.
Nella stessa collezione sono conservate altre prestigiose tele di Fragonard come..., FIGURA DI FANTASIA..., donato da Carlo de Bestegui nel 1942..., IL CHIAVISTELLO, acquistato nel 1964..., la celebre ballerina MARIE MADELEINE GUIMARD..., CORESO E CALLIROE, il solo grande quadro di Fragonard, esposto dal 1968..., LE BAGNANTI..., LEZIONE DI MUSICA, appartenuto a Walferdin..., e la CAMICIA TOLTA.


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LA GIMBLETTE (Girl playing with dog) - Jean - Honoré Fragonard

LA GIMBLETTE (1768 - 1770 circa)
Jean - Honoré Fragonard (1732 - 1806)
Pittore francese
Alte Pinakothek di Monaco
Olio su tela cm. 89 x 70

Risoluzione foto Pixel 1860 x 2400 - Mb 2,10


Una ragazzina distesa sul letto gioca con il suo cane.
La giovincella ha un volto estremamente vivace e gioioso, i capelli fermati da una fascia rossa e indossa una leggera camicia bianca che la lascia scoperta dai fianchi in giù.
Con una posa di straordinaria innocenza e spontaneità, tiene le gambe sollevate e su di esse si appoggia il suo cagnolino, che con la sua coda nasconde e solletica la zona più intima del corpo e arrampicandosi cerca di raggiungere il volto della padroncina.
Le fresche e morbide carni rosee, le forme piene e dolci e l'atmosfera vivace del gioco nascondono una sottile malizia e un velato erotismo nell'immagine particolarmente audace.
Da quel divertimento confidenziale e spontaneo fra la ragazzina e il cane si sprigiona un gioioso gusto per la vita, un'atmosfera frivola e allegramente superficiale, quasi un riflesso degli ambienti gaudenti e sognatori del Rococò francese.

Anche l'ambiente dove si svolge la scena concorre a suscitare certe sensazioni: tutto risulta casuale, niente è accomodato, il letto sfatto, l'ampio tendaggio dal baldacchino disordinatamente aperto, gli abiti per terra.
Un'atmosfera da "laisser faire".

Fragonard ha dipinto questo delizioso quadro con estrema abilità tecnica: al disimpegno del soggetto si associa il virtuosismo, l'abilità del pittore.
D'altronde l'artista si appassionò particolarmente a questo soggetto, dandone varie versioni.
Infatti tre GIMBLETTE sono ricordate nelle vendite del Diciottesimo secolo, una delle quali è testimoniata da un'incisione pubblicata dal "Journal de Paris" il 19 aprile 1783.


Il quadro è stato acquistato nel 1977 da una collezione privata parigina per la raccolta della Bayerischen-Hypotheken-und-Wechsel-Bank della Alte Pinakothek di Monaco.
Precedente,mente il dipinto era passato attraverso vari proprietari: dalla vedova Lebas de Courmont che lo vendette nel 1795, alla Raccolta Demidoff venduta nel 1839, fino a quella Veil-Picard all'inizio del secolo scorso.
L'opera fu realizzata da Jean Honoré Fragonard nel 1768-1770 insieme ad altri soggetti di questo genere, spesso ambientati nei caratteristici boudoirs.
Il dipinto di Monaco non ebbe mai il permesso di essere esposto al pubblico perché considerato troppo audace.


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LA CAMICIA TOLTA (The shirt is removed) - Jean Honoré Fragonard

LA CAMICIA TOLTA (1765 - 1772)
Jean-Honoré Fragonard
Pittore francese
Museo del Louvre di Parigi
Tela ovale cm. 36 x 43


LA CAMICIA TOLTA raffigura una giovane donna distesa su un letto con un puttino, un fanciullino intento a spogliarla dalla camicia.
Fragonard dimostra in questo delizioso ovale un'incredibile leggerezza di esecuzione; il soggetto piuttosto osé è trattato con pennellate molto delicate, dando la sensazione di accarezzare il corpo nudo con le mani, leggere leggere, in maniera alquanto pudica, insistendo sui toni dei bianchi e dei grigi.

Fragonard è inimitabile nella rappresentazione di questi soggetti erotici che riscossero tra il pubblico francese un immediato successo.
Liberandosi della falsa ipocrisia della mondanità, l'artista riuscì a esprimere la sua fantasia erotica in piena libertà, tanto che all'epoca era considerato il pittore delle donne e degli amanti.
Nelle vesti di questo suo ruolo un po' frivolo Fragonard fu spesso chiamato a decorare con soggetti galanti "boudoir" e alcove di quei libertini dei quali lui stesso fu il portavoce indiscusso.

LA CAMICIA TOLTA è stato considerato pendant di un altro dipinto di Fragonard LE FEU AUX POUDRE che attualmente si trova al Louvre di Parigi e presenta le stesse misure del primo; anche in questo secondo quadro raffigura una giovane distesa su un letto con due puttini in atteggiamento piuttosto discinto, mentre l'utilizzo dei toni bruni suggerisce che la scena si svolge di notte.
Le due opere, tra le più riprodotte tra quelle di Fragonard, sono collocabili tra il 1765 e il 1772 anche se LE FEU AUX POUDRE potrebbe essere anche leggermente più tardo.


LA CAMICIA TOLTA è un dipinto appartenuto alla collezione del dottor Louis La Caze che donò al Museo del Louvre nel 1869.
LE FEU AUX POUDRE si ricongiunse al primo solo un secolo più tardi, entrando nel Louvre con la collezione Beistegui.
Del quadro LA CAMICIA TOLTA esistono alcune versioni fatte da Guersdant, da Massard e Regnault (1787).


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L'ISPIRAZIONE (Inspiration) - JEAN HONORÉ FRAGONARD

L'ISPIRAZIONE (1768)
JEAN HONORÉ FRAGONARD (1732 - 1806)
Pittore francese
Museo del Louvre di Parigi
Olio su tela cm. 80,5 x 64,5

Risoluzione foto Pixel 1774 x 2300 - Mb 1,49


Un giovane uomo è seduto davanti ad un quaderno, pronto a scrivere con la sua piuma.

Egli indossa una briosa camicia, tipica della moda francese del tempo, , di color arancio, arricchita da vivaci pennellate di color rosso.

Anche il taglio dei capelli segue una tipologia alla moda: non più una sontuosa parrucca bianca, bensì un elegante codino fermo sulla nuca.

Il volto, tracciato con larghe e dense pennellate, è girato, attratto da qualcosa o qualcuno che lo distrae dalla sua attività.

Il ritratto, scosso da vibranti e dinamici tocchi di colore, è in sintonia con la tipologia di Fragonard, la cui attenzione primaria non è tanto tracciare gli esatti tratti fisionomici, quanto esaltare il più possibile il carattere intellettuale dell'uomo.

La critica ha variamente interpretato il soggetto di questo ritratto: forse un "Uomo in atto di scrivere"..., o un "Poeta"..., oppure si tratta de "L'abate di Saint-Non".

In realtà i tratti somatici di quest'uomo sono simili a quelli del ritratto del prelato, sempre di Fragonard, anch'esso conservato al Louvre.

L'abate era un intimo amico dell'artista, nonché collezionista di sue opere e di disegni; insieme soggiornarono nel 1760 a Roma.


L'assenza di precise notizie relative alla provenienza dell'opera impedisce il riconoscimento del personaggio ritratto.
E' possibile che il quadro facesse parte di una serie di quattro dipinti, comprendenti, oltre a quello da me presentato..., LA MUSICA..., L'ATTORE (ambedue al Louvre)..., e IL GUERRIERO (Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown), commissionati a Fragonard dai Berget, e che ritragga alcuni membri di quella famiglia, anche se è doveroso sottolineare che questi dipinti non compaiono nell'Inventario Berget.
Questo fatto suggerisce una ulteriore possibilità, cioè che le quattro opere siano state commissionate a Fragonard dall'Abate di Saint-Non.
La prima notizia certa sulla serie è quella che nel Settecento essa era nella collezione del dottor Louis La Caze.
Gli eredi di questi la "donarono" al Louvre nel 1869.


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TEMPESTA (Storm) - Jean Honoré Fragonard

TEMPESTA (1759 - 1761)
Jean Honoré Fragonard
Pittore francese
Museo del Louvre di Parigi
Tela cm. 73 x 97
Risoluzione foto Pixel 2500 x 1836 - Mb 2,12


Il dipinto fu eseguito fra il 1759 e il 1761, durante il primo soggiorno in Italia di Fragonard.
Rappresenta un carro di fieno (anche se in questo francobollo di foto il dipinto non si riesce a distinguerlo come si dovrebbe), un carro di fieno che si è impantanato, mentre viene spinto da alcuni giovani e, in primo piano, un branco di pecore che va verso l'acqua per abbeverarsi.
Si tratta di un episodio bucolico trasformato in una sorta di dramma; infatti il vero protagonista della scena è il cielo, plumbeo, carico di nuvole scure che annunciano l'arrivo di una tempesta.
La tela, eseguita con una pennellata veloce e ricca lungo una diagonale, è resa dinamica da un doppio movimento: quello del carro trainato da un grosso bue e spinto da alcuni ragazzi, e quello opposto delle pecore, guidate da un giovane pastore vestito di rosso, aiutato da un cane nero (raffigurato nell'angolo inferiore a destra), che vanno verso il mare sollevando polvere.

Fragonard è riuscito a descrivere perfettamente l'agitazione di una strada di campagna all'avvicinarsi di un temporale.
In questo dipinto si può ritrovare inoltre la lezione dei paesaggisti italiani, ma al di là di questo insegnamento, artisti come Fragonard mostrano che la leggerezza della pennellata, la fluidità della pittura costituiscono anche il trionfo dello spirito di osservazione e della raffigurazione naturalistica.


Del dipinto esistono due studi preparatori, uno si trova all'Art Institute di Chicago, mentre l'altro, un disegno a penna e acquerello, è al Museo di Belle Arti di Budapest.
Il primo, intitolato L'ORAGE o LA CHARRETTE, che proviene dalla una collezione privata francese ed è stato acquistato dal Museo americano nel 1936, reca in basso a sinistra la scritta "Fragonard Romae 1759" e rivela così un importante dato cronologico molto raro nella produzione dell'artista.
Eseguito a penna su una originaria traccia di sanguigna, più sommario e meno complesso rispetto al dipinto, rivela già la mano rapida e nervosa che caratterizza la versione finale.
LA TEMPESTA proviene dalla collezione privata di La Caze ed è passata al Museo del Louvre nel 1869.
Fu presentata per la prima volta al pubblico nel 1860, durante una mostra dei "Tableaux et dessins de L'École française, principalement du XVIII siècle, tirés des collections d'amateur", svoltasi nella galleria Mertinet a Parigi.


FRAGONARD PITTORE ECLETTICO

Durante il suo primo soggiorno romano (1756 - 1761), Fragonard incontra l'abate Saint-Non, collezionista e amatore d'arte molto conosciuto, che lo prende sotto la propria protezione, come aveva fatto anche con il pittore Hubert Robert, che diviene suo amico.
A Roma Fragonard scopre la sua vera vocazione e ne è prova la serie di vedute della Villa d'Este.
Al ritorno a Parigi la sua abilità e la sua libertà espressiva si allargano in maniera straordinaria.
Il pittore è capace di passare dal paesaggio al ritratto, dalla "festa galante" ai soggetti storici, con una gioiosa leggerezza che caratterizza l'ultimo rococò e un insaziabile desiderio di vivere.
Ma la frivolezza della quale è stato accusato più volte l'artista, e che diviene come un marchio per l'arte del Diciottesimo secolo, nasconde piuttosto la sensibilità lirica e una riflessione sull'uomo e sulla natura che hanno fatto di Fragonard uno dei più grandi spiriti del suo tempo.


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NATURA MORTA CON VENTAGLIO (Still Life with Fan) - Paul Gauguin

  
NATURA MORTA CON VENTAGLIO (1889 circa)
Paul Gauguin (1848 - 1903)
Pittore francese
Museo d'Orsay di Parigi
Tela cm. 50 x 61
CLICCA IMMAGINE per un'alta risoluzione 
Pixel 2200 x 1800 - Mb 1,80



Sopra un tavolo, la cui superficie è resa con forti toni cromatici dalle variegate sfumature, è una natura morta composta da frutta e oggetti, ciascuno dei quali appare sistemato casualmente senza alcuna volontà d'intenti.
Sullo sfondo è un fregio decorato con un ventaglio raffigurante un paesaggio, che richiama modelli provenienti dal lontano Giappone, in voga a Parigi nell'ultimo ventennio del Novecento.
Da una parte l'incastro degli oggetti solidi e voluminosi, nonché l'organizzazione spaziale risultano essere affini alle novità stilistiche diffuse da Cézanne; dall'altra parte si avverte una particolare attitudine per il decorativismo, tipico dell'arte di Gauguin che influenzò maggiormente gli artisti a lui legati, in particolare i Nabis.

A tale proposito bisogna sottolineare che all'epoca in cui l'artista dipinse questo quadro, aveva da qualche anno conosciuto Emile Bernard che rivela sì punti di contatto con la pittura di Cézanne, ma risulta essere maggiormente attratto da soluzioni decorative anche antiche, quali ad esempio le vetrate francesi, in particolar modo quelle eseguite con la tecnica del "Cloisonnisme".

Il rapporto fra i due artisti è chiaro dal confronto fra questo dipinto e VASI DI GRES E MELE (1877 - Museo d'Orsay di Parigi).
La critica ha suggerito che la ceramica sulla destra possa raffigurare un pezzo, oggi perduto, realizzato dallo stesso Gauguin.


La tela. firmata in basso a destra "P. Gauguin", venne dipinta dall'artista intorno al 1889 e faceva parte dell'antica collezione nippo0nica Matsukata, ricca di dipinti di artisti dell'avanguardia parigina della fine dell'Ottocento.
La parte della collezione che alla fine della Seconda Guerra Mondiale si trovava in Francia, fu posta sotto sequestro, oggetto di una lunga negoziazione fra il Governo e il Giappone.
Nel 1959, al termine della lunga vertenza, più di trecento pezzi dovettero essere restituiti ai proprietari, e oggi costituiscono il nucleo centrale del Museo d'Arte Occidentale di Tokyo.
La NATURA MORTA CON VENTAGLIO rimase invece a Parigi, esposta al Jeu de Paume, a Tokyo nel 1980 e infine al Museo d'Orsay dal 1986.





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