sabato 31 gennaio 2009

HO CHI MIN


Ho Chi Min è il simbolo della resistenza vietnamita all'imperialismo.

Da aiuto cuciniere a leader di una delle più prestigiose rivoluzioni del secolo scorso.

Una vita al servizio del popolo e della rivoluzione.




Versailles, giugno 1919.
I plenipotenziari delle grandi potenze vincitrici sono riuniti per decidere l'assetto da dare al mondo e una nuova ripartizione degli imperi coloniali.
Grandi speranze hanno sollevato nei paesi coloniali l'ideale proclamato dalle democrazie di lottare "per la giustizia e la libertà", la loro vittoria sugli imperi centrali, e l'affermazione del diritto dei popoli all'autodeterminazione contenuta nei quattordici punti del presidente degli Stati Uniti, Wilson.
Fiducioso nel buon diritto e nelle promesse sprecate dai paesi dell'Intesa durante, la guerra, un giovane vietnamita, Nguyen Ai Quoc tenta invano di presentare a Wilson e agli altri statisti che stanno decidendo il futuro del mondo, un piano in otto punti per l'emancipazione del Vietnam e l'autodeterminazione del suo popolo.

Poco più di un anno dopo, il 26 dicembre 1920, Nguyen Ai Quoc prende la parola al Congresso di Tours del Partito socialista francese. La sua prospettiva in un anno è radicalmente cambiata..., i popoli coloniali non devono attendersi la libertà dai popoli imperialistici, ma dalla lotta rivoluzionaria.
Sa allora Nguyen Ai Quoc, divenuto Ho Chi Min (e nella sua lunga carriera di rivoluzionario ha cambiato una dozzina di nomi), si batte con una tenacia senza precedenti, nella clandestinità o nella ufficialità, come partigiano o come presidente, per lo stesso scopo... la libertà, l'indipendenza nazionale e l'emancipazione sociale del suo popolo.
Tutta la sua esistenza è stata spesa al servizio della nazione vietnamita e della rivoluzione socialista..., la sua lotta instancabile non ha precedenti per la diversità delle tattiche e delle situazioni, per la fantastica superiorità delle armi e dei mezzi con i quali i nemici del suo paese hanno cercato di fermarlo, per i rischi corsi, per i sacrifici accettati.

Con la sua instancabile opera, Ho Chi Min, lo "zio Ho" come lo chiamano i vietnamiti, ha resuscitato una nazione, fondato uno stato, guidato due guerre di liberazione di un popolo oppresso contro feroci oppressori.
La sua lotta contro la Francia ha portato la liquidazione di un grande impero coloniale.
Quella guidata contro gli Stati Uniti è servita a mettere ogni giorno in evidenza i limiti della strapotenza tecnica di fronte all'uomo.

"Di tutti i personaggi viventi - è stato detto in quel tempo - egli è probabilmente quello che meglio di tutti avrà mostrato cosa può la volontà di un uomo, armata di una implacabile tecnica del potere, e radicata nelle più profonde aspirazioni di un popolo".


Figlio di un povero intellettuale di villaggio, Ho Chi Min è nato il 19 maggio del 1890 in un villaggio dell'Annam del Nord, Kim Lien.
Dopo un'infanzia misera e dopo aver insegnato per qualche tempo, parte a 21 anni, secondo la tradizione locale, per Saigon dove si imbarca come aiuto cuciniere su un mercantile. Il suo giro intorno al mondo lo porta in Inghilterra dove prende contatto con gli ambienti socialisti fagiani.
Nel 1917 è in Francia dove si lega a Ciu En Lai e Chen-Yi, che svolgono già un'intensa attività politica nella numerosa colonia dei lavoratori asiatici che le necessità della produzione bellica hanno creato in Francia.
Nel 1919 è a Versailles. L'anno dopo lancia il giornale rivoluzionario IL PARIA, e partecipa a Tours alla fondazione del Partito Comunista Francese.
La sua attività in Francia ha del prodigioso..., fonda un altro giornale, L'ANIMA DEL VIETNAM, pubblica degli scritti sul colonialismo in Asia, educa quadri rivoluzionari e svolge un'intensa propaganda tra i lavoratori asiatici.
Già allora, nella colonia vietnamita, è una figura leggendaria.
Alla fine del 1923 si reca nella capitale della rivoluzione mondiale, a Mosca, per rappresentare le colonie francesi al Congresso dell'Internazionale Contadina.
Nelle file dell'Internazionale comunista si impone come uno dei più autorevoli rivoluzionari dei paesi coloniali. Al V Congresso dell'Internazionale pronuncia uno spietato atto d'accusa contro il razzismo incosciente del proletariato europeo.
Il suo intervento servirà a provocare una profonda revisione della politica coloniale del Partito Comunista Francese.
Nel 1925 fonda l'Associazione della gioventù rivoluzionaria vietnamita.
L'anno dopo è in Cina tra i protagonisti della Comune di Canton.
In Cina vivrà e lotterà quasi ininterrottamente fino al 1940.
A Canton fonda un nuovo giornale, LA GIOVENTU', intorno al quale si costituirà un gruppo rivoluzionario che sarà alla base del Partito comunista indocinese, del Viet Minh, e della Repubblica Popolare vietnamita.
Dopo essere fuggito dalle caldaie degli uomini di Ciang Kai Scek, fa il professore di guerriglia e, quindi, si sposta in Siam, dove fionda un altro giornale, e dove, per tre mesi, sotto il nome di padre Chin, vive in un convento di bonzi buddisti. Da qui lo traggono i compagni che richiedono il suo intervento per ricostituire l'unità dei gruppi rivoluzionari indocinesi.
Nel gennaio del 1930 fonda il Partito comunista indocinese, nel quale confluiscono i gruppi comunisti del Tonkino, dell'Annam e della Cambogia.
Sei mesi dopo i contadini della sua provincia natale insorgono, ma il potere coloniale schiaccia nel sangue la rivolta e lo condanna a morte.
Il 5 giugno 1931 la polizia britannica lo arresta a Hong Kong.
Ho Chi Min evita di venire consegnato alle autorità coloniali "competenti" (quelle francesi che lo hanno condannato a morte) fuggendo dall'infermeria del carcere.

Si apre intanto, con la svolta del VII Congresso del Comintern, una nuova fase nella strategia e nella tattica del movimento comunista internazionale, che applica ora, su larga scala, la politica dei fronti comuni per la quale lo "zio Ho" si era sempre battuto.
Allo scoppio della guerra europea, i colonialisti francesi, mentre cedono su tutta la linea davanti alle pretese dei fascisti giapponesi, impegnano tutte le loro forze nella repressione del movimento rivoluzionario.
I quadri e i militanti comunisti sono costretti a celarsi nella clandestinità.
In quel momento critico, quando maggiori sono i pericoli e le difficoltà e quando più urgente è per i rivoluzionari vietnamiti l'esigenza di una guida sicura, Ho Chi Min rientra, per la prima volta dopo trent'anni, nel suo paese, installandosi in una grotta a Pac Bo vicino al confine cinese, dove lo raggiungono i compagni sfuggiti alla repressione (tra gli altri Pham Van Dong, Vo Ngguyen Giap, Phung Chi Kien, Hoang Van Hoan, Vi Anh).
Qui fonda, nel maggio del 1941, il Fronte dell'Indipendenza del Vietnam (Viet Minh) che nel suo primo manifesto invita, il 25 ottobre, all'unione di tutte le forze antifasciste per lottare contro il colonialismo francese. E giapponese fino alla liberazione totale del Viet Nam.
Sono poi i lunghi e duri anni della lotta antifrancese e antigiapponese ad un tempo.
Lo "zio Ho" è instancabile, la sua salute è scossa ma egli sa di non dover cedere.
"Lo zio Ho - ricorderà il generale Giap - subiva frequentemente attacchi di febbre. Durante la crisi rifiutava, malgrado le nostre preghiere, di riposarsi e continuava a presiedere le nostre riunioni".
Nel luglio del 1945 alla vigilia dell'insurrezione vittoriosa, spossato dalla fatica, Ho Chi Min cade gravemente malato. Pensando ad una fine vicina, comunica a Giap le direttive dell'azione che sono come le sue ultime volontà...

"Questa volta la congiuntura nazionale e internazionale ci è estremamente favorevole. Il nostro partito non deve perdere l'occasione. Dobbiamo assumere la direzione della lotta nazionale per la conquista dell'indipendenza, a qualsiasi costo, anche se tutta la Cordigliera vietnamita dovesse ardere come un immenso rogo. Quando il movimento rivoluzionario è in espansione, come oggi, è allora precisamente che bisogna provvedere a consolidare le sue strutture..., rinforzare ideologicamente gli elementi sicuri, formare nuovi quadri. E' necessario tenere corsi accelerati per formare in tempo i militanti locali, e applicarsi in maniera particolare per costituire delle cellule in modo da poter tenere in piedi il movimento nelle ore critiche. Quanto alla lotta armata, dal momento in cui le circostanze divengono favorevoli, sarà necessario svilupparla risolutamente ed estenderla, senza tuttavia dimenticare di consolidare le nostre basi per essere pronti ad affrontare tutte le eventualità".



In queste parole dettate ai compagni come ultime volontà in un momento critico, è contenuta la sostanza del pensiero di Ho Chi Min.

La sua lezione più preziosa è quella di respingere il pessimismo nelle ore difficili, e di evitare il facile ottimismo nelle ore del trionfo.

"Fare la rivoluzione - sono parole sue - è un lavoro di lungo respiro, un lavoro che esige tenacia e perseveranza. Ogni decisione richiede matura riflessione e non deve mai essere presa alla leggera".

Ricorda ancora il generale Giap che.. "nelle ore di espansione del movimento, i militanti che portavano con sé l'entusiasmo febbrile della base, trovavano presso di lui una atmosfera serena che ricordava loro subito che la lotta rivoluzionaria sarebbe stata ancora lunga. Nelle ore difficili, quando il nemico seminava il terrore in mezzo alla popolazione demoralizzata, i compagni trovavano0 ancora, al loro ritorno dalle missioni, questa stessa atmosfera serena da cui sorgeva una fiducia imbattibile... Lo "zio Ho" ha saputo comunicarci in modo meraviglioso la sua fede incrollabile nella vittoria della rivoluzione".
Negli anni dal 1941 al 1945, Ho Chi Min è l'animatore della Resistenza vietnamita. Sotto la sua direzione il popolo acquista coscienza di sé e del suo destino storico. In tutto il Vietnam cresce l'opposizione armata ai francesi, e dopo il colpo di forza del 9 marzo 1945, ai giapponesi.

Il 17 aprile la conferenza militare del Tonkino a Hiep Hoa decide l'unificazione di tutte le forze armate rivoluzionarie sotto il nome di Armata di liberazione del Viet Nam.
Il 7 agosto a Tan Trao il Comitato centrale del Partito comunista indocinese e il Congresso nazionale del popolo eleggono il Comitato nazionale di liberazione.

Alcune centinaia di guerriglieri di Ho Chi Min guidano l'insurrezione di Hanoi che si estende rapidamente a tutto il paese che viene totalmente liberato.
Il 2 settembre nella piazza Ba Dinh di Hanoi, il presidente Ho Chi Min proclama l'indipendenza della Repubblica Democratica del Viet Nam.
Ma la lotta non è finita.
Gli imperialisti francesi cercano di riconquistare il paese inviandovi un corpo di spedizione agli ordini del generale Leclerc. Questa prima fase della lotta si conclude con un onorevole compromesso. Ho Chi Min, è troppo grande politico per non saper adeguare gli obiettivi ai mezzi.
Il 6 marzo 1946 firma un accordo con il quale veniva riconosciuta l'unità e l'indipendenza del Vietnam in seno all'Unione francese. Il difficile equilibrio veniva rotto dai francesi con il bombardamento di Hanoi e Haiphong, al quale i vietnamiti rispondevano con una nuova insurrezione antifrancese ad Hanoi.
Lo "zio Ho" ed i suoi compagni riprendono la vita clandestina, la grotta di Pac Bo è di nuovo il centro della lotta di liberazione. Il genio militare di Vo Nguyen Giap, sbaraglia le forze francesi a Dien Bien Phu.
E' la pace di Ginevra.
Il paese è momentaneamente diviso. Libere elezioni decideranno la riunificazione nel luglio 1956.
Ma la dittatura dietista messa su e spalleggiata dagli Stati Uniti rifiuta di far svolgere le elezioni e scatena nel paese un'ondata di terrore.
E' di nuovo la lotta per la libertà del paese.
Questo piccolo uomo dalle spalle strette, dallo sguardo di fuoco, dalla figura fragile nella divisa militare di base che si batte da cinquant'anni con indomabile energia per la sua patria e per la rivoluzione, è il simbolo vivente delle migliori doti umane, della volontà e delle speranze dei popoli oppressi, di ciò che può la volontà dell'uomo contro la tecnica.
Ho Chi Min durante la sua vita ha condiviso la miseria dei proletari d'Asia, d'America e d'Europa, conosciuto le prigioni inglesi e di Ciang Kai Scek. Condannato a morte dai tribunali dei colonizzatori, è sfuggito cento volte alla deportazione e alla morte.
Conquistato il potere nel suo paese ha dovuto fronteggiare due imperi colossali.
Quale rivoluzionario di quei tempi gli poteva essere paragonato per ostinata perseveranza, per passione rivoluzionaria? Credo nessuno, se non, dall'altra parte del mondo, Che Guevara.
La lotta di Ho Chi Min contro i francesi si è conclusa col più grande disastro coloniale degli ultimi secoli.
Quella contro i seguenti aggressori americani ha mostrato giorno per giorno i limiti della forza di fronte al diritto, ed ha messo in luce le tare profonde del sistema americano.
Ho Chi Min morirà ad Hanoi il 2 settembre del 1969.


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